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Commento e pagelle (a cura di Silvano Mengaccini)
Ieri
sera, 7 settembre 2005, nel 112 anniversario della fondazione del Vecchio
Balordo ho visto la mia prima partita di serie C. Questo mio “esordio”
nella terza serie sarebbe stato anticipato di due anni se non fosse stato
per un provvidenziale ripescaggio, e ciò mi fa pensare che Marx aveva
ragione dicendo che: “ La storia si ripete due volte, la prima come
tragedia la seconda come farsa”. Siamo alla seconda fase… Ma
veniamo alla cronaca della partita cominciando dal mio arrivo al “Delle
Alpi” intorno alle 19.30. La presenza di beline che come me si sono
fatte il viaggio per vedere questa partita è massiccia; addirittura c’è
la fila ai botteghini per un biglietto, un centinaio di persone senza
abbonamento si affanna per dare le proprie generalità che saranno scritte
sul biglietto, ora nominale in ossequio alla legge Pisanu. Un
veloce squardo ad un ambulante che vende sciarpe e bandiere (sorry Ste,
niente sciarpa del Pizzighettone, scriverò al responsabile marketing
della squadra lombarda per dirgli di cambiare distributore) e poi ci si
incolonna per l’ingresso dove nessuno controlla il nome
sull’abbonamento tantomeno un documento, chissà come saranno contenti i
tifosi in coda per mettere un nome su un biglietto, sarebbero entrati
anche con su scritto Osama Bin Laden, grazie Pisanu! Entro
e un solerte poliziotto mi invita alla perquisizione indugio e mia
scusante dico: “ Un attimo che metto l’abbonamento nel
portafoglio…perderlo alla prima giornata..” A queste parole il
poliziotto risponde con un sorriso di compatimento e mi lascia andare. Il
colpo d’occhio della Maratona è impressionante: sciarpe, bandiere,
striscioni e cori. E’
proprio vero che noi seguiamo il nostro amato Grifone con il Pizzighettone
come fosse la Juventus per cui per favore fate comparire sullo schermo
dello stadio la scritta: “ Siete su Scherzi a Parte!” e dal tunnel
degli spogliatoi Trezequet, Buffon e Nedved. Lo schemo rimane spento, si
vede che nei 100.000 euro d’affitto chiesti non c’è compreso l’uso
del tabellone; compaiono però una trentina di ragazzi con sciarpe
bianco-azzurre e srotolano uno striscione con scritto Ultras Pice ma ai
miei occhi è come se ci fosse scritto: Benvenuto all’Inferno. Sono
accolti dai sinceri applausi di tutto lo stadio. Piccola
considerazione, anche i tifosi del Pizzighettone hanno capito che il loro
paese ha un nome del belino e hanno coniato un simpatico nomignolo almeno
per la squadra di calcio. Lo
speaker annuncia le formazioni con il cognome e il nome dei giocatori,
cosa che io ricordo solo al Distretto durante la visita di leva, ed ecco
che escono i nostri eroi con la maglietta rossoblu e i numeri dall’1
all’11, gli ospiti in celeste chiaro. Ma
veniamo (finalmente direte voi) alla cronaca. Il Genoa ha in mano il
pallino del gioco solo che esso somiglia solo vagamente al gioco calcio a
cui sono abituato. Mi avevano detto che in serie C si gioca
“all’inglese” ma secondo me in terra d’Albione dalla
Premier League alla 4 Division se fai dei falli così l’arbitro non solo
di mostra il cartellino rosso ma ti fa accompagnare fuori dal campo dai
bobbies come elemento socialmente pericoloso. Questo tipo di gioco mi
ricoda il calcio storico fiorentino, i nostri si adeguano e randellano e
cinturano pure loro. Da segnalare una punizione di De Angelis parata e un
palo clamoroso di Tedesco. Il Pice si fa vivo con un cross da sinistra che
taglia tutta la difesa disposta “a presepe” ma l’attaccante celeste
spara un tiro al volo inguradabile. L’anno scorso su un’azione
identica nello stesso stadio il Toro fece gol ma Campolonghi non
assomiglia neppure lontanamente all’ex-granata Quagliarella. L’azione
del Genoa mi ricorda un po’ il biometrico per l’accesso in ufficio:
molti tentativi ma nessun risultato. Ci sono i primi mugugni contro
Zaniolo non per il suo passato di Ultras Tito ma per il suo presente di
attancante grammo, quanto a Minetti Vavassori ha contattato la redazione
di”Chi l’ha visto” per avere sue notizie. All’ennesimo rilancio
alla “spera in Dio” della nostra difesa qualcuno dietro di me fa
presente che:” Si è preso ferie per venire sin qui..” Insomma
meriteremmo più rispetto e un gioco migliore. Il primo tempo si chiude
con molte ombre e poche luci (quasi tutte di Marco Rossi). Il
mio amico mi chiede se ho visto la lavagna luminosa del quarto uomo con il
recupero rispondo di no e all’inizio della ripresa capisco perché: in
serie C il quarto uomo non esiste e ci sono i cartelli con i numeri per
annunciare le sostituzioni, da questi apprendo che esce l’11 Minetti
(perché era in campo?) con il 17 Sinigallia. Tutti
quanti ci chiediamo se il ragazzo è a posto con le squalifiche: in
campionato, nella primavera, nei tornei parrocchiali, se ha multe in
sospeso, se ha pagato l’ICI…insomma se possiamo stare tranquilli e al
riparo da brutte sorprese, si chiama “sindrome di Ravenna”. Si passa
quindi dal 4-3-3 anzi dal 4-5-1 (che se quell’uno è Zaniolo siamo
praticamente al 4-5-0) al 4-4-2. Storditi da queste cifre i nostri non si
avvedono di una manovra (stranamente senza falli) del Pice che porta un
attaccante solo davanti a Gazzoli che compie un vero e proprio miracolo.
Rimoldi a centrocampo vuole strafare e sbaglia tutto il possibile, Coppola
non fa niente ma sbaglia lo stesso, Tedesco cerca disperatamente di
giocare a calcio. Zaniolo improvvisa addirittura uno scatto poi viene
falciato ma l’arbitro non ritiene possibile una cosa del genere e
assegna il fallo a favore del Pice. Poi
Zaniolo lascia per il 16 (Morga, a no Greco, belin senza nomi…), i
pensieri del tifoso genoano sono gli stessi di quelli che hanno
accompagnato l’ingresso in campo di Senigallia. Se ne va un attaccante
prolifico di gol come un eunuco di figli e entra un fantasista di belle
speranze, Rossi si sposta a sinistra e per dieci minuti si vede un Genoa
migliore, un paio di tiracci di Rimoldi, un quasi gol di Bacis respinto
sulla linea poi poco altro sino alla mezz’ora dove un colpo di testa di
Rimoldi di poco alto e un bel tiro al volo di Rossi che meritava miglior
fortuna, rianimano una partita che si sta spegnedo. Tentativo
di arrembaggio alla porta avversaria dei rossoblù sul finire di partita
che ci espone ai contropiede del Pice i cui attaccanti sbagliano tutto e
di più così, quasi allo scadere, Rossi ci regala una perla di tiro che
viene respinto con un bel tuffo dal portiere che, conscio della sua
prodezza, esulta. Poi solo il fischio finale dell’arbitro e i fischi
finali della Nord in trasferta nella Maratona. Giusto il coro:”
Meritiamo di più” e a giudicare da quanto visto non sarà poi così
difficile fare di meglio. Nel
mezzo del cammin della mia vita mi sono ritrovato in una serie
oscura…questo è l’Inferno non c’è nessun Virgilio che mi tiene
compagnia e temo che prima di riveder le stelle dovrò penare parecchio. Pagelle Gazzoli
7 Qualche
buona uscita nel primo tempo e il miracolo
a inizio ripresa. Grazie Massimo se non fosse stato per te il
Pizzighettone sarebbe stato il Montevarchi del terzo millennio. Ambrogioni
5 Come
terzino di fascia non spinge, come difensore puro non marca, è
specializzato nel lancio alto e mollo in avanti De
Angelis 5,5 Vedi
sopra ma con un po’ più di grinta e corsa, non è Branco ma nemmeno
Francesconi, mi ricorda Gentilini ma con meno classe. Stellini
5,5 Ci
“delizia” con colpo di tacco nel secondo tempo su calcio d’angolo, i
risultati di tale prodezza ve li lascio immaginare…gli attaccanti del
Pice sono poca cosa come lui. Bacis
6 Si
impegna abbastanza, sfiora il gol di testa… massì la sufficienza ci
sta. Tedesco
6 Ci
mette coraggio e buona volontà e a fine partita porta tutta la squadra a
raccogliere i meritati fischi. Un vero capitano. Rossi
9 Se
è vero che in un paese di ciechi un orbo è re, lui che ci vede
benissimo, è l’imperatore della partita. Unico giocatore di calcio tra
quelli in campo. Rimoldi
5 L’altro
argentino ci ha lasciato motivando la scelta con la necessità di mettersi
in luce per una convocazione in nazionale. Lui è rimasto perché ha
capito che se vuole indossare la maglia albiceleste la deve
comprare da Decathlon, certo che se continua con quei tiri da trenta metri
che finiscono alti dieci sopra la traversa lo possono chiamare nei pumas
come mediano di apertura, peccato sia un altro
sport. Coppola
5 Giovane
centrocampista di belle speranza…speriamo che migliori! Zaniolo
4 Mobile
come la statua di Balilla in via 7 dicembre, ne riproduce il fiero
cipiglio e lo stesso istinto del gol, dovrebbe essere un faro in attacco
risce solo a essere un po’ boa un po’ zavorra. Minetti
5 Gioca
(?!) solo un tempo, abbastanza per meritarsi un po’ di insulti. Senigallia
5,5 Riesce
a fare meglio diZaniolo (per fare peggio doveva segnare nella nostra
porta) ma ancora non ci siamo, passa poco la palla e sembra ancora
indietro con la preparazione. Greco
5 E’
un fantasista e si vede quando a cinque minuti dalla fine un rinvio
ciccato del portiere del Pice lo serve e lui anziché stoppare normalmente
e iniziare il contropiede ferma platealmente la palla con la mano sotto
gli occhi dell’arbitro. Per fare una belinata del genere ci vuole
davvero molta fantasia. Vavassori
5,5 Di
stima e incoraggiamento, spero che migliori lo schema :” palla lunga e
pedalare” per ora siamo solo al palla lunga… I
giocatori del Pizzighettone 6 politico a tutti Per
loro giocare al “Delle Alpi” è un sogno che diventa realtà. Sono un
gruppo di simpatici e onesti operai del pallone. L’arbitro
4 Non
conosco il nome di questo signore ma per larghi tratti di partita ho avuto
l’impressione che le regole del calcio fossero altre. L’intesa con i
guardialine è nulla, ammonisce a caso giusto per far vedere che ha i
cartellini. Ho visto arbitrare meglio al torneo “Marchisotti” che si
disputa d’estate al Don Bosco di Sampierdarena, ed è calcio a sette. Ma
vale la pena esporsi a lridicolo per 100 euro a partita di rimborso? La
classifica Una
partita persa a tavolino, una pareggiata a reti inviolate …-2 in
classifica. Flaiano
direbbe: “ La situazione è grave ma non seria”
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