Commento e pagelle

(a cura di Silvano Mengaccini)

 

Genoa-Monza

18 giugno 2006  finale di ritorno play-off

 

Mentre nel mondo gli appassionati di calcio hanno gli occhi puntati sul mondiale in Germania noi genoani abbiamo gli occhi e il cuore indirizzati verso il Ferraris ovvero verso il nostro mondo calcistico. Le immagine della brutta partita della nazionale contro gli USA sono fresche nella mente di ognuno e come qualità di gioco e fallacci somiglia molto da vicino ad una partita di serie C, del resto dopo aver visto giocare Lopez una partita da questi mondiali non mi attendo certo del buon calcio.

La giornata è calda e mentre mi reco allo stadio mi commuovo davanti a tante bandiere rossoblù esposte e tanta gente che si reca alla partita, previsti più di trentamila spettatori, già facile andare adesso a vedere il Genoa che abbiamo un piede in serie B ma dove erano tanti di questi nelle fredde giornate invernali quando a giocavamo contro il Teramo o il Novara? C’è chi sale sul carro del vincitore e chi questo carro lo spinge verso la vittoria.

Il colpo d’occhio dentro lo stadio è davvero bello e l’atmosfera è di festa, dopo la vittoria di Monza siamo tutti fiduciosi nella promozione.

Nessuna sorpresa nella formazione, uguale a quella dell’incontro d’andata con la sola differenza di Coppola al posto dello squalificato Mamede.

Si parte con buon piglio nonostante il caldo e dopo qualche sfuriata degli ospiti è il Genoa a fare la partita con un centrocampo che detta i ritmi della partita. Le occasioni da gol si susseguono con Zaniolo (!), Coppola e soprattutto Baldini che spara a botta sicura sul portiere che devia in angolo mentre tutto lo stadio era pronto ad esultare. Il Monza esiste solo in difesa dove copre tutti gli spazi soprattutto sulle fasce dove nella partita d’andata Rossi e Iliev avevano fatto la differenza a nostra favore, hanno imparato la lezione. Anche in questa ultima partita della stagione si palesa il vero problema dell’assenza di una punta centrale degna di questo nome, uno che possieda l’istinto del gol e che possa risolvere incontri come questo. Prima della fine del tempo c’è da registrare un miracoloso intervento del portiere brianzolo che devia in angolo dopo un batti e ribatti davanti alla porta.

Si va al riposo confortati dalla prestazione della squadra, fatta salva la sterilità in attacco, l’atmosfera sugli spalti è rilassata e anche il tifo risente di questo del resto noi genoani siamo così: diamo il meglio nei momenti di difficoltà e di difficile in questa partita non sembra esserci nulla. Mi intrattengo volentieri a chiaccherare con i soliti miei compagni di stadio Marco e Paolo a cui si è aggiunto Alberto, altro grifone che vive sotto la Mole.

Secondo tempo che inizia sulla falsariga del primo: noi in avanti e il Monza che si difende con ordine, tranquillità sugli spalti dove tutti hanno la netta sensazione che prima o poi il gol lo faremo. Il Monza introno al decimo della ripresa sostituisce il deludente numero 11 c e mette al suo posto Egbedi, vecchia conoscenza, potrebbe essere solo una nota di cronaca se non che nell’unica azione di contropiede dei brianzoli l’attaccante nigeriano si trova da solo in mezzo all’area, e quando dico solo significa che il difensore più vicino era a venti metri, ha tutto il tempo di aggiustarsi il pallone, salutare gli amici, mettersi in posa per i fotografi e tirare in porta per il vantaggio monzese che gela lo stadio. Ecco siamo alle solite: quel mix di sfiga, leggerezza e ansia che segna la storia del grifone torna a incupire i noi che siamo pronti a festeggiare. Lo stadio si scuote e le grida non mancano ma non accade nulla di significativo. Vavassori cambia Rossi, un po’ stanco, con Botta e poi entra Grabbi per uno spento Zaniolo che viene applaudito da tutto lo stadio, quasi tutto perché io mi limito ad augurarmi di non vederlo più in maglia rossoblù nulla di personale ma proprio come giocatore non mi piace…ma forse seguendo le mie cronache lo avrete già capito.

La paura inizia a serpeggiare e soprattutto una certa amarezza per una festa annunciata che rischia di essere rovinata, ma lo svolgimento della partita prosegue come prima del vantaggio con il Genoa a dettare il gioco e il Monza che difende con ordine. Serrati i ranghi a centrocampo e in difesa per non prestare più il fianco ai contropiedi non sembriamo correre alcun rischio ma spiegatelo alle mie coronarie già così provate. La partita, sin qui corretta, si incattivisce un pò da ambo le parti anche se in effetti i falli sembrano più tattici per fermare il gioco che frutto di cattiveria agonistica.

Il Monza non attacca, nonostante i cambi che hanno aggiunto peso in avanti, e il Genoa tiene palla anche in modo un po’ stucchevole con l’unica intenzione di far trascorrere il tempo che manca al fischio finale, da segnalare un tiro di Grabbi e uno di Coppola fuori di poco mentre Botta impegna ancora il portiere avversario. Iliev riesce a tenere il pallone in un fazzoletto di campo sotto la Nord irridendo i difensori avversari. Siamo in pieno recupero trentamila persone guardano nervosamente l’orologio quando il numero 10 monzese, Tricarico, fa partire un diagonale da fuori che finisce abbondantemente a lato ma non così abbondantemente da lasciarci tranquilli, se fosse entrato in porta per ricoverare gli infartuati non sarebbero bastati gli ospedali cittadini. Belin! Ci tocca soffrire fino all’ultimo, mi viene in mente che Enzo Ferrari definiva le sue gioie sportive come terribili proprio perché sofferte e conquistate con fatica. Anche per noi questa è una gioia terribile perché stiamo perdendo, anche in modo immeritato, la partita ma paradossalmente è la più bella sconfitta della nostra storia.

Al fischio finale tiro un gigantesco sospiro di sollievo, non ho voglia di gioire, la sensazione è quella di essersi tolto una dolorosa spina conficcata nella pianta del piede e desidero al più presto abbandonare lo stadio e andare al bar in corso De Stefanis per annegare questo campionato in un Cuba Libre. I giocatori al centro del campo festeggiano e portano in trionfo Vavassori, lo merita, ma io penso che i veri vincitori siano quelli sugli spalti, anche quelli che sono venuti allo stadio solo oggi, dopo una promozione in A ci siamo ritrovati in C1 eppure siamo ancora qui a vivere l’emozione di vedere il Genoa mentre il resto del mondo guarda Brasile-Australia alla TV. Meglio la serie C1 “dal vivo” che i Mondiali attraverso il tubo catodico e poi, diciamolo francamente, per me il calcio significa solo Genoa il resto è contorno.

 

Pagelle

 

Scarpi 6

Mai impegnato e incolpevole sul gol subito.

 

Ambrogioni 6

Anche lui sbaglia sul gol avversario andando incontro al portare di palla e disiteressandosi di Egbedi ma per il resto si comporta bene.

 

De Vezze 6

Bene nel primo tempo cala un po’ nel secondo quando sembra anche essere preso da una certa paura.

 

Lamacchi 6

Più attento a coprire che a svariare sulla fascia destra è apparso meno brillante che nella partita d’andata.

 

Stellini 7

Lucido e grintoso si propone anche in avanti perché lui a perdere non ci stà alla faccia dei calcoli utilitaristici.

 

Baldini 5,5

Questa volta Egbedi lo beffa clamorosamente complice il suo proiettarsi in avanti in cerca di gloria. Nel primo tempo sbaglia un gol clamoroso anche per un ottimo intervento del portiere.

 

Rossi 6,5

Mostra la solita classe ma viene imbrigliato bene dall’ordinata difesa brianzola e non può esprimersi al meglio.

 

Coppola 7

Il migliore anche oggi, si propone anche più volte al tiro ma senza fortuna.

 

Zaniolo 5

Zaniolo è tornato Zaniolo, dopo il gol miracolo dell’andata, con tanto di pellegrinaggio al santuario della Madonna della Guardia, il bomber di Priaruggia ci fa vedere l’ennessima scialba prestazione.

 

Moretti 5,5

E’ apparso un po’ avulso dal gioco come qualche mese fa. Sembrava più in cerca del gol personale che a contribuire alla manovra.

 

Iliev 6,5

Si mette al servizio della squadra dimostrando una dote che non gli riconoscevo:la freddezza, anche in svantaggio non si precipita scriteriatamente in avanti ma gioca con intelligenza tenendo palla.

 

Grabbi 6

Abile nel tenere palla e proporsi al tiro anche lui viene imbrigliato nella difesa avversaria .

 

Botta 7

Entra e appare subito determinato e tonico, buono il suo sinistro che avrebbe meritato il gol.

 

Bacis n.g.

Entra in pieno recupero per contenere l’assalto finale del Monza che per fortuna non c’è stato.

 

Vavassori 8

Bravo, meritatamente in trionfo a fine partita. Un contratto e la logica lo legano ancora a noi per l’anno a venire. Mi piace questo uomo schivo e modesto con il suo calcio semplice e concreto e la sua capacità di compatare i giocatori in un momento così delicato.

 

Monza 7

La squadra è modesta ma mi piace lo spirito e l’agonismo che ha profuso. Il vantaggio è in effetti più frutto del caso che del gioco espresso ma complimenti per l’impegno con cui hanno giocato.

 

L’arbitro 5,5

Arbitraggio da serie C impreciso ma senza errori clamorosi.

  

La promozione

Dopo la vittoria di Monza avevo chiesto una partita di ritorno tranquilla. Così non è stato ma alla fine la promozione è arrivata sudata come non mai. Tutto è bene quel che finisce bene. Addio serie C, a mai più rivederci.